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Ancora guai per Facebook, andato nuovamente offline

E’ successo ancora dopo il blackout del mese scorso durato circa due ore e dovuto (in quella occasione) al numero eccessivo di contatti dovuto ad un contest legato ad un film in uscita.

Questa mattina per più di mezz’ora il sito è stato “down” in tutto il mondo, senza che venissero rilasciati comunicati ufficiali. Sul web si sono rincorse voci diverse ed anche l’ipotesi hacker non è stata tralasciata.

Nel frattempo gli affezionati dei social networks si sono consolati su Twitter dove si sono rapidamente moltiplicati i “botta e risposta” da ogni paese in attesa di notizie.

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Arriva Volunia, il motore di ricerca made in Italy

Ne parlano largamente sul web ed anche in TV ma il nome incuriosisce ancora, si tratta di Volunia, il primo motore di ricerca “made in Italy”, ideato da Massimo Marchiori.

Questo informatico e matematico italiano è anche ricercatore scientifico nel W3C ed è uno degli autori della famiglia di standard mondiali XQuery. Come se questo non bastasse, aveva ideato l’algoritmo che poi Larry Page ha utilizzato per realizzare Google e nel 2004 ha anche vinto il premio TR100 della Technology Review, che viene dato ai 100 giovani ricercatori più innovatori al mondo (fonte Wikipedia).
Fa sicuramente piacere appurare che non tutti i “cervelli” fuggono dall’Italia e che ancora qualcuno crede nelle possibilità di sviluppo del nostro paese, anche dal punto di vista tecnologico.

Per quanto riguarda l’origine del nome Volunia, in rete in questi giorni si erano accreditate due possibili ipotesi:

  1. “Volo fino alla Luna”
  2. VOL (Video on Line, la prima internet italiana nata in Sardegna) + Luna.

Marchiori sembra spazzar via ogni dubbio:

«L’ho battezzata con questo nome unendo la parola volo e Luna per simboleggiare il balzo che il mio motore garantisce»

Allo stato attuale l’accesso al nuovo motore di ricerca è ancora limitato ad un ristretto (proporzionalmente parlando) numero di selezionati (si può richiedere l’accesso tramite il sito http://launch.volunia.com/).  Chi è già accreditato può invece accedere tramite il sito pubblico http://www.volunia.com/.
Dopo un periodo di sperimentazione, il motore dovrebbe però aprire l’accesso a tutti i navigatori del web.

Qualcosa, comunque, è già trapelato e sembra che l’orientamento del progetto sia ad un mix di search engine e piattaforma social, ovviamente ancora da perfezionare, ma con un DNA innovativo, almeno a giudicare dalle premesse.

Webnews, che è sempre puntuale sulle notizie, lo ha provato e ha dedicato a Volunia un buon articolo accompagnato da diverse schermate.

Vi consiglio la lettura dell’articolo, se desiderate saperne di più.
Buona lettura!

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Quando il Social Network ti cambia la vita…

Ebbene sì, torniamo a parlare ancora una volta di Social Networks.

In occasione delle festività appena trascorse sono fioccati un po’ ovunque articoli che tiravano le somme dell’anno passato in termini di comunicazione via web.
E cosa scopriamo? Che Facebook viene citato sempre più spesso nelle cause di separazione tra coniugi mentre Twitter (bontà sua) tende a mettere meno il dito tra moglie e marito. Diversi aspetti di Facebook, in effetti, tra cui la condivisione di aspetti più personali con tante persone, si prestano a far “scoppiare le coppie”.
D’altro canto apprendiamo che i Social Networks per la prima volta hanno fatto passare in secondo piano lo scambio di SMS nei giorni (e nelle notti) di festa, con comprensibile disappunto delle compagnie telefoniche.
In sintesi, perché darsi la pena di pagare tanti SMS quando basta un post su Twitter & Co. per raggiungere decine di utenti a costo zero? Non ci addentriamo in questa sede sugli aspetti più propriamente “sociali” di tale cambio di abitudini, perché si potrebbero utilizzare fiumi di inchiostro per analizzare la progressiva spersonalizzazione dei rapporti tra gli individui, che tendono sempre più spesso ad affidare all’informatica messaggi e comunicazioni che un tempo si scambiavano di persona.

In altri casi è stato invece Youtube (che per l’occasione ha vestito i panni del social network) a cambiare la vita alla gente. La fortunata  famiglia Howard David-Carr, ad esempio, ha pensato bene di pubblicare un simpatico video di soli 57 secondi (dal titolo “Charlie bit my finger“) dei propri bebé in cui il figlio più piccolo morde il dito del fratello  e, grazie a ben 400 milioni di visite (e al YouTube Partner program) ha guadagnato, come si suol dire, “soldi a palate” (si parla di più di 100.000 sterline).

Per venire a due casi italiani, i noti Youtubers Willwoosh (al secolo Guglielmo Scilla) e Clio (Clio Zammatteo) sono approdati rispettivamente al cinema e alla televisione dopo aver guadagnato visibilità grazie ai propri canali Youtube.

Tra vizi e virtù, dunque, la rete si propone sempre più come elemento-chiave che può dare una svolta alla vita della gente, soprattutto dei più giovani. Fin qui è storia nota.
Ora non ci resta che aspettare di conoscere quali nuove storie e bizzarre tendenze  ci proporrà il 2012…

Video virale da BMW Canada

Anche la BMW si affida ai video virali, nello specifico lo fa BMW Canada per il nuovo modello BMW 1 Series M Coupe.
Tenetevi forte e gustatevi il video:

+1 vs. Mi piace, Google fa concorrenza a Facebook

Da qualche giorno Google ha varato un nuovo pulsante, disponibile per i webmasters per l’inserimento nel proprio sito, destinato a far concorrenza all’ormai celebre “Mi piace” di Facebook.

Il pollice alzato di Facebook decreta già da tempo il successo o l’insuccesso di pagine, giochi, citazioni e posts, dando la possibilità agli iscritti di esprimere la propria preferenza per un certo argomento. Quasi inevitabilmente i posts che vengono contrassegnati dal “mi piace” attraggono ulteriormente l’attenzione del resto del pubblico.

Sull’onda di tale iniziativa, per non perdere terreno rispetto alla concorrenza, anche Google si è dotato di un proprio sistema di preferenze che, se usato correttamente, può contribuire alla diffusione e promozione dei contenuti in rete.

Il motivo del successo del pollice alzato è indubbiamente da ricercare nell’efficacia del passaparola, ma non solo. É più probabile per ciascuno trovare un contenuto interessante se chi ce lo consiglia ha gusti affini ai nostri piuttosto che seguire le indicazioni di un esperto che, per quanto bravo, potrebbe avere criteri di giudizio molto diversi.

Ci spiega Google: “A volte è più facile trovare esattamente ciò che stai cercando se qualcuno che conosci lo ha già trovato. Ricevi consigli per ciò che ti interessa, quando nei hai bisogno, nei tuoi risultati di ricerca.”

COME FUNZIONA?

Ricorriamo ancora una volta alle spiegazioni fornite da Google:

“Per fare +1 su qualcosa, devi prima creare un profilo pubblico Google. Il profilo aiuta le persone a sapere chi ha consigliato una deliziosa ricetta o un museo imperdibile. Una volta creato, il profilo è visibile a chiunque e, poiché è collegato al tuo indirizzo email, può essere individuato facilmente.I +1 vengono memorizzati in una nuova scheda nel tuo profilo Google. Puoi mostrare la scheda +1 a chiunque oppure mantenerla privata e utilizzarla solo per gestire personalmente l’elenco crescente di cose che ti piacciono sul Web.”

Provare per credere…

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Quando il Social riscrive se stesso

Facebook, Twitter, Picasa, Youtube, Flickr, chi più ne ha più ne metta.

Ognuno di noi giornalmente dissemina post, files e materiale vario nei diversi Social Networks, con il risultato di ottenere una frammentazione delle informazioni.

E se esistesse una piattaforma “automatica” in grado di far convergere tutte queste informazioni in una unica Timeline?

Qualcuno obietterà che il già esiguo spazio riservato alla nostra privacy rischia di venire ulteriormente ristretto da questa sorta di “Grande Fratello” virtuale, mentre altri potrebbero valutare questa possibilità come interessante e meritevole di approfondimento.

É questa la proposta di Memolane, una singolare start-up danese-californiana, in grado di aggregare i vari flussi di informazioni di un utente restituendoli sotto forma di narrazione.

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Togetherville, il social network a misura di bambino

Internet, la ragnatela mondiale della comunicazione, oltre che sterminata può essere anche piena di insidie e pericoli, soprattutto per i più piccoli.
A partire da questa consapevolezza è nato il progetto Togetherville, un social network sicuro ideato appositamente per i bambini al di sotto dei 10 anni, al quale i piccoli possono accedere soltanto sotto la supervisione di un adulto, la cui identità deve poter essere verificata attraverso Facebook.
Il genitore (o chi ne fa le veci) detiene il totale controllo delle operazioni possibili, dalla creazione dell’account del bambino fino al delicato aspetto delle amicizie da accettare o da proporre.
Su Togetherville è possibile non soltanto iscriversi alla scuola virtuale (in cui il bambino può interagire con i compagni di classe) ma anche scambiare messaggi, visualizzare video, giocare e disegnare.
La Walt Disney Company, leader mondiale dell’intrattenimento per l’infanzia, ha da poco annunciato l’acquisizione di Togetherville.

Il web targato 2010 in cifre

Come in tutti i settori, la chiusura dell’anno appena trascorso ha portato con sé anche per il web un bilancio delle attività, delle vecchie e nuove tendenze della rete.

A fare il punto della situazione questa volta è pingdom in un articolo pubblicato il 12 gennaio scorso sull’omonimo sito.

Tra i dati più interessanti, apprendiamo che a Dicembre 2010 erano ben 255 i milioni di siti presenti sul web, di cui 21,4 milioni aggiunti nell’ultimo anno. Considerevole anche il numero dei blogs, pari a 152 milioni. Inoltre l’utilizzo della posta elettronica regge bene il confronto con la messaggistica e i social networks, con la ragguardevole cifra di 107 trilioni di e-mail scambiate nel 2010.
Meno rassicurante, però, è forse sapere che l’ 89,1% di queste erano spam…

Per quanto riguarda i domini, rimangono saldamente in testa i “.com” (88,8 milioni a Dicembre 2010) , seguiti dai “.net” (13,2 milioni) e dai “.org” (solo – si fa per dire – 8,6 milioni).
A Giugno 2010 il numero degli utenti della rete ammontava a ben 1,97 miliardi, con un incremento del 14% rispetto all’anno precedente.

Gettando infine un rapido sguardo alla situazione dei social networks, apprendiamo che alla fine del 2010 erano 600 milioni le persone presenti su Facebook e 175 milioni gli utenti di Twitter.

Numeri da brivido, non c’è che dire, che offrono più di un’occasione per riflettere sull’importanza e l’evoluzione della rete.
Per una lettura completa dell’articolo vi rimando al post di Pingdom: Via.

Social network Vs personal network

Siamo ormai da tempo abituati a frequentare i più noti Social networks come Facebook (alle cui origini è dedicato addirittura un film, proiettato nelle sale proprio in questi giorni).
Chi più chi meno vi ha intessuto una propria rete di contatti, che sono però spesse volte virtuali e “utilitaristici”, ovvero finalizzati ad ottenere bonus nei più diffusi giochi della piattaforma.

Ed è così che un account si trova ad avere duemila o tremila contatti, molti dei quali sparsi ai quattro angoli del mondo e mai visti né conosciuti. Questa globalizzazione del network ha portato però forse a perdere di vista il vero scopo del progetto, ovvero quello di ritrovare amici reali (magari persi di vista) con i quali parlare di sé.

Questa esigenza, forse, ha ispirato un nuovo tipo di progetto, il “personal network”, presentato in questi giorni con il nome di Path.

Path screenshot

Tra i suoi fondatori troviamo due “vecchie conoscenze” del web, Dave Morin (ex platform manager di Facebook) e Shawn Fanning (programmatore della prima versione di Napster) i quali tengono a precisare che Path si presenta come un’integrazione e non un sostituto dei social networks. Consentirà di aggiungere un massimo di 50 contatti e sarà privo dei beneamati pulsanti di condivisione ed eventuale apprezzamento dei contenuti. Più semplice ed essenziale anche nella quantità di informazioni fornite, al contrario dei suoi fratelli maggiori, Path vuole essere principalmente una sorta di diario personale.

Per maggiori informazioni vi rimando al blog ufficiale:

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Social Media Week: un appuntamento immancabile per parlare di Internet

Si terrà a Milano dal 20 al 24 settembre 2010: si tratta della Social Media Week.

La manifestazione internazionale, giunta ora alla sua terza edizione,  è nata nel 2009 a New York, con l’obiettivo di diffondere le nuove potenzialità della Rete a privati, aziende e istituzioni. Tra gli altri argomenti, immancabili sono i Social Networks, da Twitter a Facebook e da Flickr a YouTube.

La “globalità” dell’evento è sottolineata anche dal fatto che avrà luogo contemporaneamente in ben 5 città nel mondo: Milano, Bogotà, Buenos Aires, Città del Messico e Los Angeles.

La Social Media Week di Milano si articolerà in più di trenta eventi gratuiti, il cui calendario dettagliato e aggiornato è disponibile sul sito dell’evento www.socialmediaweek.it.

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