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Graffiti in movimento per Opel Corsa targata 2011

Simpatico e ben realizzato – a mio avviso – il nuovo spot di Opel Corsa per il 2011, caratterizzato da una serie di graffiti in movimento, che prendono vita al passaggio dell’auto.

Ecco il video dello spot postato su Youtube:

Appena trasmesso alla TV mi ha immediatamente richiamato alla memoria un video “antenato” del 2008, realizzato e messo online. Sebbene le tecniche realizzative siano diverse, l’idea c’era già:

Sanbittèr: intervallo virale

Molti ricorderanno lo storico “intervallo” trasmesso sui canali RAI costituito da una serie di immagini di varie città italiane con il sottofondo di una musica immediatamente riconoscibile.
In questo periodo Sanbittèr ha rispolverato la struttura dell’ “intervallo” e l’ha aggiornata inserendo brevi video girati in diverse città italiane al momento dell’aperitivo.

Il claim è accattivante: “Goditi i tuoi intervalli“.

Il risultato è questo efficace spot di natura virale che è subito stato premiato dal pubblico con diffuso apprezzamento:

Ma non finisce qui. Accedendo al sito www.sanbitter.it si scopre che è possibile proseguire la visita “virale” accedendo ad un colorato portale (www.barlovers.it) in cui ci si può registrare e diventare protagonisti caricando filmati “amatoriali” girati nella propria città aventi come leitmotif l’aperitivo Sanbittèr e caricare foto.

E ancora…si può scaricare la suoneria con la musica dello spot per il proprio cellulare e leggere le recensioni dei migliori locali da aperitivo in giro per il “Bel Paese”.

Insomma, una campagna viral ben studiata ed efficace, opportunamente targettizzata per i giovani ma piacevole per tutti.

Auto…al cubo!

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Riconoscete questo oggetto? Alzi la mano chi non ci ha giocato almeno una volta.
Nessuno? Non stupisce affatto.

Il Cubo di Rubik, che vedete in figura, è infatti di un celebre rompicapo (di fatto un gioco di logica) ideato dal professore e scultore ungherese Ernő Rubik negli anni ’70. Per i pochi che non lo conoscessero, Il Cubo di Rubik presenta 9 quadrati su ogni faccia, per un totale di 54 quadrati. Tali quadrati differiscono tra loro per il colore: solitamente bianco, giallo, rosso, blu, verde e arancio. Lo scopo del gioco è quello di risalire (ruotando in vario modo le facce del cubo) alla posizione originale in modo tale da ottenere un colore uguale per ogni faccia.

Detto questo, veniamo al tema del post. La curiosa struttura del cubo è stata ispiratrice di alcuni spot pubblicitari, con particolare attenzione al mondo delle auto.

Prima Citroen e poiAudi hanno realizzato una versione rivisitata del celeberrimo Cubo e, in entrambi i casi, con risultati decisamente fantasiosi e, a dir poco, lodevoli.

Vediamo lo spot Citroen:

Vediamo ora lo spot Audi:

Benché utilizzando due approcci diversi (il primo più divertito ed il secondo più futuristico) entrambi le case automobilistiche sono riuscite a sorprendere piacevolmente il pubblico con un’idea familiare e tuttavia innovativa.
Nel primo caso abbiamo un cubo fatto di auto, nel secondo un’auto…fatta di cubi.

Onore al merito, come si suol dire!

Creatività e legalità nella Comunicazione

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Si è tenuto ieri, 18 Giugno 2009, presso l’Auditorium di Confindustria Genova, il Convegno “Creatività e legalità”.

L’evento ha raccolto la preziosa collaborazione (oltre che della stessa Confindustria Genova) di persone autorevoli in materia di creatività (del calibro di Oliviero Toscani e Giampietro Vigorelli) e di legalità (Vincenzo Guggino, Marina Catallozzi, Fiammetta Malagoli, Silvia Stefanelli e Silvia Terracciano).

Il Convegno vuole essere il punto di partenza di un percorso volto ad approfondire il delicato rapporto che lega Creatività e legalità nel settore della Comunicazione. A tale scopo la B&G Comunicazione ha realizzato il sito www.creativita-legalita.it, destinato a contenere contributi fotografici, video e testuali, case histories e testimonianze sull’argomento.

Citiamo in particolare un passaggio – preso dal sito – che riassume l’intento e lo scopo dell’intero progetto:

“La pubblicità, in quanto costola del marketing, deve seguire le regole del mercato e del potere (economico), nonché essere rispettosa, come qualsiasi altro soggetto sociale, in diversi modi e misure, di tutti gli aspetti legali.
Essa, in quanto anche “creatrice” di messaggi, di immagini, emozioni può quindi per questo “rompere” degli schemi precostituiti, urtare il comune senso del pudore, ingannare il consumatore, entrare in collisione con la Legge.
E’ un vero banco di prova per il creativo, che deve porre in secondo piano l’effetto suggestivo, privilegiando quello prestazionale, più concreto e informativo, e, ciò nonostante, catturare l’attenzione del consumatore.
Nel caso della comunicazione, e della pubblicità in particolare, ecco che queste due anime vengono strettamente a convivere. (altro…)

Il Brand seeding, questo sconosciuto

“Nella vita non si finisce mai di imparare” recita un noto proverbio. Parole sante! Eccoci infatti alle prese con una nuova espressione con cui sarà bene familiarizzare: il concetto del Brand Seeding. Di cosa si tratta?

É presto detto.

Il termine “seeding” deriva dal sostantivo “seed“, ovvero seme. Seeding, pertanto, indica il lavoro della semina, in particolare qui interpretata in relazione al mondo dell’advertising e intesa in senso metaforico. Lo scopo del procedimento del Brand seeding è quello di “piantare i semi” di un brand (anche attraverso imponenti investimenti pubblicitari) affinché attecchiscano (metaforicamente parlando) nell’immaginario collettivo. 

I sistemi usati per il brand seeding fondamentalmente sono:

  1. operazioni di lancio con distribuzione altamente selettiva;
  2. una costruzione d’immagine volta a generare visibilità e passaparola, con particolare attenzione agli opinion leaders.

Quali gli obiettivi?

  1. coltivare un segmento di mercato di fascia alta cercando di diventarne l’azienda-leader;
  2. Mantenere comunque una buona posizione anche quando i vari segmenti di mercato si fondono.

Una particolare declinazione del Brand seeding  è il video seeding. Per approfondire questo interessante argomento vi consiglio la lettura di questo documento (in formato pdf) realizzato da NinjaMarketing intitolato “Video Seedig – Il dietro le quinte dei viral video”:

Vai all’articolo

Generazioni a confronto per il nuovo Commercial di Coca Cola

Veramente grazioso il nuovo Spot di Coca Cola, che riscopre una nuova dimensione di umanità mettendo a confronto due generazioni lontane nel tempo.

I protagonisti non potrebbero essere più diversi: un anziano signore di ben 102 anni e una bimba in procinto di nascere. Eppure le due figure sono unite dal solido legame dell’attaccamento alla vita.

Giuseppe, l’uomo, con una lunga vita alle spalle, fatta di affetti e immortalata in pochi significativi scatti, sorseggia una bottiglia di Coca Cola lungo il viaggio che lo porterà a fare visita alla bambina. Scopriamo così che proprio a lei sono rivolte le sue parole ovvero quelle della voce narrante: a lei l’uomo si rivolge con tenerezza, facendole dono della propria saggezza e spiegandole il valore della vita, nonostante le difficoltà che inevitabilmente la caratterizzano.

Un taglio nuovo, interessante, che trasmette efficacemente calore e significati profondi.

Travaso…pubblicitario? Dalla TV al web, la nuova pubblicità

Vi segnalo oggi un interessante articolo scritto da Mattia Camellini (di Consodata spa) e pubblicato il 16 gennaio scorso sul sito di Comunicazione Italiana.

L’argomento della sua riflessione è la scelta, per taluni versi inaspettata, di Sarkozy di eliminare (attualmente soltanto nelle ore notturne) gli spot pubblicitari dalla televisione pubblica francese. I sondaggi effettuati tra i telespettatori sembrano dargli ragione: la maggior parte di essi, infatti, si è dichiarata favorevole all’iniziativa.

La comprensibile domanda che si pone l’autore è la seguente:

“Dove andrà a finire la pubblicità cacciata dalla TV pubblica?”

Per il momento si possono fare congetture basate sull’osservazione e sulla logica.
Infatti Camellini prosegue:

“Solo in piccola parte sulle TV commerciali, già ai limiti della soglia di saturazione, oltre la quale perderebbero audience; in parte tornerebbe alla carta stampata, dando una boccata d’ossigeno ai quotidiani e ai periodici in perenne affanno; ma la fetta più importante, probabilmente, andrebbe su Internet, sul web e nelle nuove tecnologie.”

Ecco il “core” della questione: internet, l’onnipresente rete che attira a sé come un’enorme calamita, tutta (o quasi) la comunicazione che un tempo viaggiava nell’etere o sulla carta stampata. Proprio sul web, infatti, si concentra ancora l’attenzione di Camellini:

“A proposito di internet, sembra che qui al contrario si stia verificando il paradosso opposto. Un’invasione senza precedenti della sfera privata, a fini pubblicitari. (…) Dai contenuti delle email, per inviare pubblicità correlata alle parole chiave utilizzate nella corrispondenza privata (come fa Gmail di Google), alla memorizzazione dei siti visitati per conoscere gusti e preferenze personali e proporre, con ‘sorprendente’ tempismo, i banner più attinenti.”

L’articolo prosegue con l’analisi del fenomeno delle social networks, terreno “appetitoso” per chi mira a sfruttarle a fini commerciali.

Le avventure di Cippi online per promuovere Vigorsol

“Follow the blast of freshness” recita lo slogan di Vigorsol che accoglie i navigatori della rete intenzionati a scoprire le avventure di Cippi, la nuova Mascotte aziendale.

Cippi.net, infatti, è un microsito creato da Vigorsol (e personalizzato per diversi paesi del mondo) avente per protagonista il simpatico scoiattolo Cippi, divenuto famoso grazie ad uno spot in cui l’animaletto riusciva a salvare la foresta grazie a metodi…come dire…non proprio ortodossi.

Nel sito sono disponibili diversi cartoons da guardare ed anche giochi interattivi piuttosto divertenti e perfettamente “in linea” con le caratteristiche del personaggio.

Cavalcando la fortunata onda degli “advergames” e dell’interattività, il simpatico Cippi esce così dal televisore per avventurarsi coraggiosamente nella rete.

Per maggiori dettagli: www.cippi.net

Spot FIAT QUBO, diverse interpretazioni

E’ risaputo che vi sono, tra un paese e l’altro, diversità più o meno marcate, legate alla lingua, alla storia, alla cultura.
Questo fattore, estremamente rilevante quando si tratta di comunicazione, influenza inevitabilmente le scelte della tipologia di messaggio da trasmettere ed anche il metodo usato per comunicare con il pubblico di destinazione.

Mi ha incuriosito, a questo proposito, il confronto tra lo spot italiano e il corrispondente francese per il lancio di Fiat Fiorino Qubo.
La versione italiana del Commercial gioca l’intero messaggio sul contrasto fra modi di vivere contrapposti, tra i quali si impone una scelta. Qualche esempio di queste dicotomie è rappresentato dal dualismo tra:

  1. semplicità – clamore;
  2. misura – esibizione;
  3. essenza – finzione;

che si possono sintetizzare nell’ultimo dualismo, quello fondamentale tra essere e apparire, che viene sorprendentemente risolto con l’unione degli opposti nel messaggio: “io preferisco apparire…come sono“.
Come dire, gli opposti convergono…fino a giungere alla sintesi finale, ovvero il geniale gioco di parole “Status simple”, il trionfo della semplicità che diviene uno status symbol. Una scelta estremamente intellettuale, per non dire filosofica, per la versione italiana.

Fiorino Qubo – Status Simple

Che dire invece dello spot dedicato ai cugini d’oltralpe?
Di tutt’altro tenore è invece la versione francese dello spot, che punta piuttosto sull’effetto “transformers“, in cui l’auto si compone grazie ad un dinamico assemblaggio di cubi (che richiamano il nome dell’auto). Decisamente più spettacolare e immediato questo messaggio, che esercita un’attrazione più cinematografica che filosofica sul target di riferimento.

Fiorino Qubo – Spot francese

Personalmente trovo entrambi gli spot efficaci ed estremamente gradevoli, sicuramente funzionali allo scopo.
Rimane interessante il diverso approccio nei confronti di un medesimo prodotto, che offre più di uno spunto di riflessione.