Web 2.0

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Google augura Buone feste "con i fiocchi"

E’ arrivato per tutti i navigatori un inatteso e graditissimo augurio di Buone feste da parte di Google.

Per vederlo occorre seguire queste istruzioni:

  1. Visitare il sito http://www.google.it/ con il proprio browser
  2. Inserire nel campo di ricerca la frase: Let it snow
  3. Dare l’invio

Comincerà magicamente a nevicare sulla vostra pagina web, che si ghiaccerà lentamente.
Ma niente paura, c’è anche il pulsante “defrost” per scongelare lo schermo.

Auguri di Buone feste da B&G Comunicazione

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Il 39% degli italiani non ha mai usato internet

Ce lo racconta Eurostat nell’articolo del 14 dicembre scorso intitolato

“Internet access and use in 2011
Almost a quarter of persons aged 16-74 in the EU27 have never used the internet”

Il dato, visto così nero su bianco, sorprende un po’, se consideriamo la quantità di dispositivi fissi e mobili che giornalmente accedono alla rete per i motivi più diversi. Dal lavoro agli hobbies e dai social networks alle notizie, milioni di italiani si connettono giornalmente ma, a giudicare dai risultati di Eurostat,  il nostro paese arranca faticosamente in coda alla classifica europea, contendendosi il poco ambito primato con Romania (51%), Bulgaria (46%), Grecia (45%), Portogallo (41%) e Cipro (41%).

Il dato salta ancor più all’occhio se confrontato invece con i paesi del Vecchio Continente “virtualmente” più virtuosi, quali Danimarca e Olanda (rispettivamente 5% e 7%). Tra i due estremi si trovano invece Francia e Germania.

Ma non è tutto. Conformemente a quanto si potrebbe supporre dati alla mano, risultiamo anche tra i paesi più conservatori dal punto di vista delle abitudini di acquisto e meno propensi a sfruttare le nuove opportunità offerte dalla rete, come l’e-commerce.

Per saperne di più vi rimando all’articolo originale: Via

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HTML5 e Flash: il sorpasso è vicino?

E’ sorprendente come talvolta il web diverga da direttrici apparentemente naturali e già tracciate per inoltrarsi in territori nuovi dando luogo a svolte inattese.

Flash, colosso apparentemente insostituibile per la creazione di animazioni per la rete, sente tremare le sue poderose gambe tecnologiche per colpa del terremoto targato HTML5.

Se ne parla sempre di più, le persone iniziano ad utilizzarlo, ad informarsi, a sperimentare.
Adesso anche Youtube sembra seriamente intenzionato (per il momento si tratta ancora di beta-test) a considerare l’ipotesi di sostituire Flash con un player in HTML5 che  permetterebbe, tra le altre cose, di copiare con immediatezza l’URL del video, il minutaggio esatto (questa opzione appare particolarmente interessante), il codice per l’incorporamento ed altre opzioni ancora.

Non ci resta che attendere di conoscere gli sviluppi di questo interessante binomio.

Voglia di comunicare 2.0

Fin dai suoi esordi su larga scala, il web aveva mostrato di possedere nel proprio DNA una grande voglia di comunicare.

Già quando lo streaming, il podcasting e le tv via web erano ancora soltanto progetti fantasiosi di un futuro lontano, gli utenti della rete sentivano sempre più il desiderio di esprimersi, di dire la propria su questo o quell’argomento, sovente con un entusiasmo che forse spesso manca ai comunicatori di professione.
All’epoca chi voleva parlare (in senso metaforico) sul web apriva un proprio sito, magari su piattaforme gratuite, oppure partecipava ai forum che proliferavano come i funghi su praticamente qualunque tema immaginabile. Poi c’è stato il Boom dei blog e dei Social Networks.

Quando internet si è fatta “2.0” un vasto orizzonte di nuove opportunità si è aperto a chi da fruitore abituale della rete desiderava diventarne ancora più protagonista, “mettendoci la faccia” o, almeno, la voce.
E non è un caso che oggi esistano una serie di piattaforme gratuite e a pagamento (o con servizi proporzionati all’investimento economico) che consentono di mettere online le proprie idee o capacità.

E non mi riferisco soltanto a Youtube, ma anche a Ustream, Livestream, Justin.tv, LiveVideo e chi più ne ha più ne metta. E per coloro che non amano mostrare il proprio viso? Niente paura, Spreaker consente di effettuare trasmissioni radio e improvvisarsi Speaker. Che dire?

Basta avere qualcosa di buono da dire, creatività e un pizzico di coraggio.

Attenti a quell'embed…

Non è una novità che il web e i diritti d’autore non vadano particolarmente d’accordo, tant’è vero che di quando in quando torna in auge il problema, originato almeno all’inizio da un vuoto legislativo in materia.

Internet, infatti, si evolve ed espande molto più velocemente di quanto le leggi riescano a rincorrerlo anche perché è difficilissimo – come si suol dire – aver occhi dappertutto.

La condivisione di contenuti (soprattutto multimediali), fortemente incoraggiata dai social networks, ha portato ad un incorporamento (=embedding) “selvaggio” di files e trailers (in particolare video presi in prestito da Youtube e piattaforme similari). Il problema di fondo è che l’utente che incorpora e condivide un file non sempre conosce i diritti che salvaguardano il video o l’audio condiviso. E’ facile infatti considerare un filmato un “tutt’uno”, sebbene legalmente non sia così.
Nell’articolo dal titolo “Oggi è morto l’embed” di Giacomo Dotta pubblicato da Webnews leggiamo:

“L’utente (…) Ora si trova innanzi ad una scissione che in molti considerano innaturale: le immagini dei trailer, in quanto provenienti dalle case produttrici, sono implicitamente regolari; le musiche della colonna sonora utilizzata sono invece regolari soltanto ove vi sia esplicita licenza. L’ANICA ad esempio ha un regolare contratto con la SIAE e può pertanto ospitare i trailer sui propri siti Web senza problema alcuno. Al tempo stesso v’è un accordo tra la SIAE e YouTube, tale per cui buona parte dei contenuti di qualità sono licenziati e regolari. Ma non tutti. Ci sono musiche per cui, semplicemente, nessuno ha rivendicato diritti espliciti partecipando al programma Content ID. Vi sono inoltre musiche che un domani potranno avere una rivendicazione, ma che ad oggi sono liberamente disponibili. YouTube, insomma, non può garantire a priori la bontà complessiva del proprio archivio, ma funge almeno da cappello per la tutela di parte del totale.”

Insomma, la questione è piuttosto intricata e ciò che vale oggi potrebbe non valere domani.
Il rischio palese è quello di mortificare la condivisione in nome della lotta alla pirateria e molte sono le voci contrarie che si alzano nel mare del web.

La questione, comunque, rimane aperta.

E' addio per Silverlight?

Avevamo già avuto l’impressione che Silverlight non avesse riscosso sul web il successo desiderato ma si rincorrono voci sempre più insistenti che la versione 5 sarà l’ultima rilasciata da Microsoft prima di cessarne lo sviluppo.
Dispiace sempre un po’ quando una tecnologia viene “dismessa” ma in un mondo competitivo come quello attuale, in continua e accelerata evoluzione, realisticamente sussiste il rischio di non riuscire a fare breccia nel mercato e nel cuore degli utenti finali.
Per dovere di cronaca, però, occorre sottolineare che per il momento Microsoft non smentisce e non conferma la notizia.

Per approfondire l’argomento vi rimando ad un articolo di Mary Jo Foley pubblicato l’8 novembre scorso sul sito ZDNet:

Via

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Oggi parliamo di…MotionCAPTCHA

Rieccoci a parlare di CAPTCHA, gioia e dolore di programmatori, utenti e bot.
Dopo i numeri distorti e i banner-immagine, ecco il captcha targato HML5 ovvero il MotionCAPTCHA.
Si tratta di un plugin jQuery che, attraverso l’utilizzo dell’elemento canvas, chiede all’utente di disegnare con il mouse all’interno di un apposito riquadro l’immagine raffigurata (che può consistere in una linea o forma geometrica).
Se il disegno somiglia alla figura iniziale, si può procedere con l’invio dei dati del form.

Chi l’ha sperimentato anche su tablet lo considera più pratico dei captcha tradizionali.
Ovviamente la novità ha suscitato entusiasmi e perplessità, inerenti soprattutto la sicurezza ma, come spiega l’autore stesso, si tratta allo stato attuale di un esperimento, ancora in fase di miglioramento.

Per saperne di più sul progetto vi rimando al progetto dell’autore, Joss Crowcroft, su GitHub:  Via
Per vedere la demo, invece: Via

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Avanti il prossimo, con YouTube NextUp

Pensando ai propri Partners più interessanti e seguiti, che popolano YouTube con contenuti di ogni genere che producono miliardi di visite, la celebre piattaforma video ha indetto NextUp (iscrizioni dal 2 al 28 giugno), un concorso che selezionerà 25 partners provenienti da diversi paesi europei.

Condizione fondamentale: i canali degli iscritti non devono superare i 50.000 membri.

Tra i premi spiccano ben 20.000 euro destinati alla creazione di un nuovo progetto video o all’acquisto di attrezzature; un seminario a Londra con corsi dedicati a YouTube ed alla produzione video, la promozione del proprio lavoro e del canale e, last but not least, la possibilità di contatto con il mondo dei videoamatori.
Per partecipare occorre caricare un video di 3 minuti al massimo di qualsiasi tipologia, che dimostri il talento, le idee e i progetti video dell’autore, accompagnato dalle motivazioni e dalle modalità di utilizzo del premio eventualmente vinto.
L’intera community parteciperà esprimendo il proprio giudizio, dall’1 al 9 luglio. I nomi dei vincitori, selezionati da una giuria di esperti, verranno annunciati il 2 agosto.
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Dal 7 al 12 Marzo Milano si fa digitale

Ai blocchi di partenza oggi a Milano il Digital Experience Festival, cinque giorni di dibattiti e incontri incentrati sul rapporto tra l’uomo e le tecnologie digitali nei vari settori della sua vita (lavoro, rapporti sociali, etc.).
Non a caso il claim è “better digital better life“.

Come sottolinea in un video il Direttore del Festival, Stefano Saladino, l’evento non pone tanto l’attenzione sulle singole tecnologie quanto piuttosto sull’uomo che le utilizza:

Visita il sito dell’evento