Web 2.0

/Web 2.0

Spot anatomy: Emulsio il salvambiente

La pubblicità ci circonda, è ovunque. Ci parla dalle radio e dal web, ammicca accattivante in tv, ci sorride dai cartelloni pubblicitari. Siamo quindi abituati agli spot, ai sottofondi musicali orecchiabili, a piccole storie condensate in una manciata di secondi. Ma…cosa c’è dietro le quinte di uno spot?

Ore di studio, lavoro, make up e ambientazioni curate al dettaglio.

Simpatico il “making of” dello spot Emulsio il Salvambiente (protagonista il personaggio di Ariel, alias Marco Marzocca), messo in rete su Youtube che racconta con rapidi flash vari momenti della lavorazione dello spot.

Graffiti in movimento per Opel Corsa targata 2011

Simpatico e ben realizzato – a mio avviso – il nuovo spot di Opel Corsa per il 2011, caratterizzato da una serie di graffiti in movimento, che prendono vita al passaggio dell’auto.

Ecco il video dello spot postato su Youtube:

Appena trasmesso alla TV mi ha immediatamente richiamato alla memoria un video “antenato” del 2008, realizzato e messo online. Sebbene le tecniche realizzative siano diverse, l’idea c’era già:

Togetherville, il social network a misura di bambino

Internet, la ragnatela mondiale della comunicazione, oltre che sterminata può essere anche piena di insidie e pericoli, soprattutto per i più piccoli.
A partire da questa consapevolezza è nato il progetto Togetherville, un social network sicuro ideato appositamente per i bambini al di sotto dei 10 anni, al quale i piccoli possono accedere soltanto sotto la supervisione di un adulto, la cui identità deve poter essere verificata attraverso Facebook.
Il genitore (o chi ne fa le veci) detiene il totale controllo delle operazioni possibili, dalla creazione dell’account del bambino fino al delicato aspetto delle amicizie da accettare o da proporre.
Su Togetherville è possibile non soltanto iscriversi alla scuola virtuale (in cui il bambino può interagire con i compagni di classe) ma anche scambiare messaggi, visualizzare video, giocare e disegnare.
La Walt Disney Company, leader mondiale dell’intrattenimento per l’infanzia, ha da poco annunciato l’acquisizione di Togetherville.

Un punto di vista diverso per Google Street View

L’insaziabile curiosità di scoprire anche gli angoli più nascosti del pianeta ha spinto Google Street View a ricorrere già nel 2009 ad un nuovo strumento di esplorazione, un triciclo di circa 113 kg e lungo circa 2,70 metri, dotato di fotocamera automatica a 360° per visitare luoghi impervi o inaccessibili ai veicoli a quattro ruote.

La novità è che sono disponibili in rete le prime immagini raccolte dai tricicli, che per la precisione si riferiscono ad uno dei celebri castelli della Loira, quello di Chenonceaux, ai National Botanic Gardens di Dublino e al californiano Balboa Park di San Diego.

Google Chrome: quando l'hacking (forse) paga

Ammonta a ben 20.000 dollari la ghiotta cifra che Google ha messo in palio per il primo hacker che dovesse riuscire ad aggirare i sistemi di sicurezza di Chrome in occasione della prossima edizione dell’hacking contest Pwn2Own.

Il colosso di Mountain View dimostra così di non temere possibili attacchi da parte delle migliori menti del settore, che già dal 2009 tentano – senza successo, è doveroso ricordarlo – di forzare il lucchetto del noto browser. É interessare osservare che l’importo  messo in palio costituisce la cifra più alta mai registrata per una singola applicazione nel corso dell’evento. I temerari che parteciperanno al cimento non avranno però tempo da perdere: l’importo infatti si dimezzerà dopo le  prime 24 ore del concorso.

Categories: Browser, Computer, Cronache dal web, Eventi, Google, Google Chrome, Media, News, Web 2.0|

Il web targato 2010 in cifre

Come in tutti i settori, la chiusura dell’anno appena trascorso ha portato con sé anche per il web un bilancio delle attività, delle vecchie e nuove tendenze della rete.

A fare il punto della situazione questa volta è pingdom in un articolo pubblicato il 12 gennaio scorso sull’omonimo sito.

Tra i dati più interessanti, apprendiamo che a Dicembre 2010 erano ben 255 i milioni di siti presenti sul web, di cui 21,4 milioni aggiunti nell’ultimo anno. Considerevole anche il numero dei blogs, pari a 152 milioni. Inoltre l’utilizzo della posta elettronica regge bene il confronto con la messaggistica e i social networks, con la ragguardevole cifra di 107 trilioni di e-mail scambiate nel 2010.
Meno rassicurante, però, è forse sapere che l’ 89,1% di queste erano spam…

Per quanto riguarda i domini, rimangono saldamente in testa i “.com” (88,8 milioni a Dicembre 2010) , seguiti dai “.net” (13,2 milioni) e dai “.org” (solo – si fa per dire – 8,6 milioni).
A Giugno 2010 il numero degli utenti della rete ammontava a ben 1,97 miliardi, con un incremento del 14% rispetto all’anno precedente.

Gettando infine un rapido sguardo alla situazione dei social networks, apprendiamo che alla fine del 2010 erano 600 milioni le persone presenti su Facebook e 175 milioni gli utenti di Twitter.

Numeri da brivido, non c’è che dire, che offrono più di un’occasione per riflettere sull’importanza e l’evoluzione della rete.
Per una lettura completa dell’articolo vi rimando al post di Pingdom: Via.

Facebook annuncia il progetto Titan(ico) che parte dalla chiocciolina

Il progetto è senza dubbio ambizioso, come suggerisce il nome scelto: Project Titan.

Annunciato pochi giorni fa grazie al servizio di LiveStream, Titan promette di portare una vera rivoluzione nel nostro modo di comunicare. Sembra infatti che Facebook sia finalmente pronto a fare il grande salto per trasformarsi da Social Network a strumento di comunicazione a 360°, che dovrebbe far convergere anche e-mail, SMS e messaggistica in aggiunta ai servizi già offerti attualmente dalla piattaforma.

Titan può apparire a prima vista la Nemesi naturale di Gmail, ma le ambizioni dei progettisti sembrano ancora più elevate, almeno al pari delle loro aspettative.

In breve il concetto è quello di estendere le possibilità offerte dall’attuale pagina di Facebook di uno user (avente ad es. indirizzo facebook.com/nomeutente) aggiungendo i servizi legati ad un indirizzo email (che dovrebbe diventare nel nostro caso nomeutente@facebook.com).  La comunicazione si slegherebbe in tal modo dagli strumenti impiegati per trasmettere i messaggi (smartphone, client e-mail o pagine Facebook).

Per saperne di più: Via

Social network Vs personal network

Siamo ormai da tempo abituati a frequentare i più noti Social networks come Facebook (alle cui origini è dedicato addirittura un film, proiettato nelle sale proprio in questi giorni).
Chi più chi meno vi ha intessuto una propria rete di contatti, che sono però spesse volte virtuali e “utilitaristici”, ovvero finalizzati ad ottenere bonus nei più diffusi giochi della piattaforma.

Ed è così che un account si trova ad avere duemila o tremila contatti, molti dei quali sparsi ai quattro angoli del mondo e mai visti né conosciuti. Questa globalizzazione del network ha portato però forse a perdere di vista il vero scopo del progetto, ovvero quello di ritrovare amici reali (magari persi di vista) con i quali parlare di sé.

Questa esigenza, forse, ha ispirato un nuovo tipo di progetto, il “personal network”, presentato in questi giorni con il nome di Path.

Path screenshot

Tra i suoi fondatori troviamo due “vecchie conoscenze” del web, Dave Morin (ex platform manager di Facebook) e Shawn Fanning (programmatore della prima versione di Napster) i quali tengono a precisare che Path si presenta come un’integrazione e non un sostituto dei social networks. Consentirà di aggiungere un massimo di 50 contatti e sarà privo dei beneamati pulsanti di condivisione ed eventuale apprezzamento dei contenuti. Più semplice ed essenziale anche nella quantità di informazioni fornite, al contrario dei suoi fratelli maggiori, Path vuole essere principalmente una sorta di diario personale.

Per maggiori informazioni vi rimando al blog ufficiale:

Via

Publicaptcha? Sì grazie

Sembra essere questa la promettente nuova frontiera del captcha, ovvero gli amati-odiati codici testuali da inserire in molte pagine Web e utilizzati al fine di determinare se il visitatore che interagisce con il sito è un essere umano oppure un bot.

Tra fautori e detrattori dell’utilizzo del captcha, la proposta innovativa è quella di utilizzare come codice parole contenute in un banner pubblicitario al posto dei tradizionali caratteri alfanumerici, spesse volte barrati o deformati fino a risultare incomprensibili.

Un articolo interessante a questo proposito è stato pubblicato su Webnews da Floriana Giambarresi.

Buona lettura!

Via