Si parla moltissimo di web, sia su internet che al di fuori della rete. Internet è altamente autoreferenziale, ama parlare di sé ed autoanalizzarsi. Ma quante persone, soprattutto in Italia, conoscono davvero il mondo di Internet, le sue caratteristiche e le sue potenzialità?
Non di rado capita di sentire persone che ancora confondono gli indirizzi web (o URL) con gli indirizzi di posta elettronica, e posso portare la mia personale testimonianza in merito.
Fortunatamente anche “chi di dovere” è cosciente della situazione ed è questo uno dei pilastri del progetto Codiceinternet.it, di cui vale sicuramente la pensa di leggere il programma, di cui estrapoliamo uno dei passaggi (a mio avviso) più significativi:

“La rete offre quindi una ricca serie di opportunità e molti esperti sostengono la tesi secondo la quale chiunque resti “escluso dalla rete” nel prossimo futuro rischia di essere svantaggiato nella propria carriera lavorativa e scolastica, ma anche nella vita sociale e nella sfera dei servizi della new society. Nei prossimi anni, ma già ora, Internet cambierà quasi tutti gli aspetti della vita quotidiana: l’istruzione, il sistema sanitario, le attività lavorative e di svago. Le popolazioni più isolate potranno far parte della comunità globale, come mai è successo in passato.”

Dopo un’analisi, anche statistica, della situazione europea (tra le altre cose vengono forniti anche dati interessanti sull’utilizzo della banda larga e sulla percentuale di popolazione che frequenta la rete), viene presa in considerazione in particolare la situazione italiana, che conferma l’ormai noto ritardo rispetto agli altri paesi UE, ma che riserva anche qualche sorpresa:

“La situazione italiana è composita, in quanto si tratta di una nazione all’avanguardia in materia di e-government, ma che presenta livelli ancora molto bassi di connettività e di percentuale di utenti Internet abituali. La diffusione della banda larga ha raggiunto il 17% (10 milioni di utenti con connessione fissa) nel 2008, ma è ancora al di sotto della media Ue (20%). Per contro, i servizi UMTS stanno contribuendo ad aumentare la connettività delle persone alla rete tramite la telefonia mobile. Le imprese italiane accessibili online e quelle che usano applicazioni online per la loro organizzazione interna sono nella media europea, ma gli introiti dell’e-commerce sono limitati al 2% del mercato, contro l’11% della media Ue. Complessivamente, si stima che oltre il 50% della popolazione italiana non abbia alcuna dimestichezza con Internet.”

Quali le contromisure da adottare? Il progetto Codice Internet avanza già alcune proposte degne di rilievo:

“Codice Internet si compone di un’articolata serie di iniziative volte a divulgare la rete in modo nuovo, coinvolgente, utile e appassionante che culmineranno con un’intera settimana di incontri e iniziative – la Internet Week – dedicate alle infinite potenzialità di Internet e alla cultura digitale. Per preparare questo grande evento divulgativo, che avrà luogo nella città di Milano, e che vuole essere una prima tappa di un percorso a lunga scadenza, negli ultimi mesi del 2008 e nel corso di tutto il 2009, verranno organizzate molte iniziative in tutta Italia, finalizzate ad introdurre il tema progressivamente. La Internet Week è in programma nell’autunno 2009, mentre le altre iniziative avranno luogo in molte città della penisola, anche nell’ambito di alcune manifestazioni già radicate su tutto il territorio nazionale, in modo da raggiungere un pubblico vario e da instaurare un proficuo dialogo interdisciplinare con alcune tra le realtà culturali più interessanti del panorama italiano.”

Molti i partner di tutto rispetto dell’iniziativa, da Microsoft a Yahoo, da Paypal a Cisco.