Una notizia dopo l’altra dal mondo di Google. La marcia verso l’innovazione intrapresa e portata avanti dal colosso del web appare inarrestabile.

Dopo la notizia dell’uscita di Chrome, il nuovo browser di Google, è la volta di Picasa. Sembra infatti che il noto software gratuito di photo-editing – ovviamente firmato Google – stia per rivoluzionare il settore grazie ad una nuova funzionalità, ovvero il riconoscimento del volto umano all’interno delle fotografie.

É quanto apprendiamo da un interessante articolo pubblicato sul sito di CNET.

Questo è l’incipit dell’articolo:

“Google wants to help you put a name to that face.
With a face recognition feature set to launch at noon PDT Tuesday, Google’s Picasa Web Albums will help users label their photos with the names of subjects. That and other changes to the photo-sharing site are joined by a new beta version of the accompanying Picasa 3.0 photo-editing software.
The “name tag” feature presents users with collections of photos with what it judges to be the same person, then lets them click a button to affix a name. Once photographic subjects are named, users can browse an album of that individual on the fly.”

Ed ecco che ritroviamo immediatamente i nostri beneamati tags, di cui abbiamo lungamente parlato in post precedenti. In sintesi apprendiamo che i Web Albums di Picasa permetteranno agli utenti di sfogliare i propri album secondo il criterio della presenza o meno di una determinata persona o meglio, di un determinato (e riconoscibile) volto.

L’articolo prosegue illustrando i molti benefici del tagging (metodologia con la quale gli utenti della rete stanno prendendo sempre più confidenza) applicato alle immagini:

“Tagging is a powerful way to sort digital photographs. Photo albums are useful, but with rich tagging, people also can slice and dice their photo collection to show particular people, activities, or locations. Even with face recognition technology or other computer processing, the textual tags in photos are a far more reliable way for computers to understand image content.”

Questa ed altre caratteristiche sarebbero contenute nella versione 3.0 beta del software.

Ma è tutto oro quel che luce? Sembrerebbe di no, almeno a giudicare dal proseguo del discorso:

“Picasa’s name tags are helpful but imperfect. The feature failed to find faces in several photos where I thought the faces were reasonably obvious. It also thought my bicycle wheel’s spokes and wife’s ear were faces. One excusable error: it thought a mask in a mural was a face, though for some reason it didn’t bother with a couple of real humans in the same mural.”

Dunque la tecnologia può ancora (ed è auspicabile che ciò avvenga) migliorata ma si tratta comunque di un considerevole passo avanti, nonché di un bel punto messo a segno ancora una volta da Google.

Per saperne di più:

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