“Nella vita non si finisce mai di imparare” recita un noto proverbio. Parole sante! Eccoci infatti alle prese con una nuova espressione con cui sarà bene familiarizzare: il concetto del Brand Seeding. Di cosa si tratta?

É presto detto.

Il termine “seeding” deriva dal sostantivo “seed“, ovvero seme. Seeding, pertanto, indica il lavoro della semina, in particolare qui interpretata in relazione al mondo dell’advertising e intesa in senso metaforico. Lo scopo del procedimento del Brand seeding è quello di “piantare i semi” di un brand (anche attraverso imponenti investimenti pubblicitari) affinché attecchiscano (metaforicamente parlando) nell’immaginario collettivo. 

I sistemi usati per il brand seeding fondamentalmente sono:

  1. operazioni di lancio con distribuzione altamente selettiva;
  2. una costruzione d’immagine volta a generare visibilità e passaparola, con particolare attenzione agli opinion leaders.

Quali gli obiettivi?

  1. coltivare un segmento di mercato di fascia alta cercando di diventarne l’azienda-leader;
  2. Mantenere comunque una buona posizione anche quando i vari segmenti di mercato si fondono.

Una particolare declinazione del Brand seeding  è il video seeding. Per approfondire questo interessante argomento vi consiglio la lettura di questo documento (in formato pdf) realizzato da NinjaMarketing intitolato “Video Seedig – Il dietro le quinte dei viral video”:

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