Navigare in un sito web mai visitato è come muoversi in un territorio sconosciuto, con il quale occorre prima di tutto prendere dimestichezza. La maggiore o minore facilità con cui questo può avvenire dipende in gran parte dai criteri in base ai quali tale sito è stato progettato.

Agli albori del web la tecnologia non offriva molte alternative e i siti erano essenzialmente composti da pagine contenenti testo, immagini e gruppi di links che garantivano la navigazione. Questi ultimi potevano forse risultare non particolarmente creativi ma certamente erano utili e vantaggiosi in termini di risparmio di tempo nella ricerca dei contenuti desiderati.

Tale meccanismo di navigazione “essenziale” offriva al visitatore un quadro immediato dei contenuti disponibili. Poi la rete si è evoluta e i siti si sono via via arricchiti di nuove applicazioni e script, effetti rollover e menu a comparsa e scomparsa che hanno magari migliorato esteticamente le pagine ma anche posto nuove problematiche di usabilità di cui non sempre i webmasters hanno tenuto conto.
Lo ricorda sempre con convinzione Jacob Nielsen, che sottolinea volentieri come i siti web si siano evoluti privilegiando il primo aspetto a discapito del secondo, senza tener conto del fatto che i navigatori desiderano soprattutto entrare in un sito per uscirne rapidamente, una volta trovato ciò che cercano.

Effettivamente le RIA (ma non soltanto quelle), permettono oggi di costruire strutture fino a qualche tempo fa impensabili, che ben si prestano a trasformare in realtà tangibile anche i progetti più creativi. E gli utenti?
Il rischio, sottolineato da molti, è quello di perdere di vista l’obiettivo finale, ovvero la fruizione dei contenuti da parte dei navigatori. In altre parole: siamo certi che la struttura mentale dei web designers coincida con quella degli utenti finali? Dall’iniziale navigazione minimalista si è adesso arrivati ai cosiddetti “blocchi parlanti”, ovvero blocchi visivi di immagini e testo mirati a guidare il navigatore all’interno di un percorso ideale. Ma è davvero in quella direzione che il navigatore desidera andare oppure il webmaster rischia di condurlo per strade indesiderate o di scarsa utilità per i suoi interessi?

E’ un argomento impossibile da trattare in modo esaustivo in poche righe ma che sicuramente merita una riflessione da parte di chi immagina e progetta i siti e che dovrebbe riuscire a immedesimarsi nell’utente finale per fornire un prodotto veramente valido e pienamente usabile.