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Facebook Places, questo sconosciuto

Tutti o quasi trascorrono parte del proprio tempo libero sui Social Network ma non sempre ne conosco le features più interessanti.

E’ il caso di Facebook Places, che dopo una fase di sviluppo e lancio avvenuti quasi “in sordina” promette grandi risultati, sfruttando le potenzialità della geolocalizzazione unite a quelle del social network, per offrire agli utenti che la utilizzano un’esperienza a 360°. A partire, infatti, da un luogo prescelto si ottiene una lunga lista di consigli e suggerimenti sui luoghi da visitare, le iniziative in corso e, ovviamente, pareri ed opinioni degli amici (o amici degli amici).

Si tratta di un passo in più oltre le funzioni già offerte da Google, perché offre possibilità “ritagliate su misura” per chi desidera informazioni su ristoranti, luoghi di divertimento e cultura e molto altro ancora.

Una feature, insomma, tutta da provare.

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Facebook compie 10 anni

Sono trascorsi già dieci anni da quando l’università di Harvard aveva pensato di digitalizzare l’annuario fotografico degli studenti, il cosiddetto “Facebook” appunto, per facilitarne la socializzazione.

E tante cose sono cambiate da allora, dentro e fuori il noto social network.

Vi segnalo a questo proposito un interessante articolo pubblicato sul sito http://www.4writing.it/ che fa il punto della situazione fornendo anche dati e curiosità, senza dimenticare l’utilità sociale che Facebook ha avuto nella lotta all’ analfabetizzazione digitale nel nostro paese.

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#tWeBook, quando il social diventa libro

A volte le idee brillanti nascono senza preavviso.

E’ questo il caso di due utenti di Twitter che hanno avuto l’iniziativa di scrivere una storia composta esclusivamente da tweets, ciascuno dei quali ovviamente di soli 140 caratteri, e uniti tra loro dal filo invisibile dell’hashtag #tWeBook.

Si tratta di @titofaraci e @Angioletto9, che sono i nickname rispettivamente di Tito Faraci e Claudia Maria Bertola.

I due autori hanno iniziato per gioco a pubblicare tweets in versione “botta e risposta” che, pian piano, componevano una storia, che ha preso vita da un evento realmente accaduto alla Bertola e poi sviluppato su suggerimento di altri utenti di Twitter.

L’opera, se così si può chiamare, è stata raccolta in un libro digitale intitolato “#tWeBook. Una storia scritta tweet à tweet” ed è scaricabile gratuitamente (su iniziativa degli stessi autori) in versione pdf al seguente indirizzo:

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Le dimensioni di Internet, facciamo il punto sul 2012

Vi segnalo quest’oggi un interessante articolo di Marco Viviani, pubblicato su Webnews il 17 Gennaio scorso, che offre diversi dati e spunti interessanti di ragionamento sull’andamento della rete mondiale nell’anno appena trascorso.

Apprendiamo così che gli utenti della rete sono stati ben 2,4 miliardi mentre i domini sono arrivati alla ragguardevole cifra di 246 milioni. Inoltre:

“(…) più di due miliardi di persone scrivono 144 miliardi di mail al giorno, il 68% delle quali sono spam, e metà di queste ultime è relativa a prodotti farmaceutici. Il servizio mail più utilizzato è GMail, con 425 milioni di utenti.”

Tra i motori di ricerca spicca Google (e il fatto non ci sorprende) con 1,2 trilioni (ovvero migliaia di miliardi) di ricerche nel 2012.
L’articolo contiene inoltre interessanti informazioni sui social networks e i paesi più attivi in tal senso.
Vi lascio pertanto alla lettura integrale del testo, che troverete sicuramente interessante:

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Quando il Social Network ti cambia la vita…

Ebbene sì, torniamo a parlare ancora una volta di Social Networks.

In occasione delle festività appena trascorse sono fioccati un po’ ovunque articoli che tiravano le somme dell’anno passato in termini di comunicazione via web.
E cosa scopriamo? Che Facebook viene citato sempre più spesso nelle cause di separazione tra coniugi mentre Twitter (bontà sua) tende a mettere meno il dito tra moglie e marito. Diversi aspetti di Facebook, in effetti, tra cui la condivisione di aspetti più personali con tante persone, si prestano a far “scoppiare le coppie”.
D’altro canto apprendiamo che i Social Networks per la prima volta hanno fatto passare in secondo piano lo scambio di SMS nei giorni (e nelle notti) di festa, con comprensibile disappunto delle compagnie telefoniche.
In sintesi, perché darsi la pena di pagare tanti SMS quando basta un post su Twitter & Co. per raggiungere decine di utenti a costo zero? Non ci addentriamo in questa sede sugli aspetti più propriamente “sociali” di tale cambio di abitudini, perché si potrebbero utilizzare fiumi di inchiostro per analizzare la progressiva spersonalizzazione dei rapporti tra gli individui, che tendono sempre più spesso ad affidare all’informatica messaggi e comunicazioni che un tempo si scambiavano di persona.

In altri casi è stato invece Youtube (che per l’occasione ha vestito i panni del social network) a cambiare la vita alla gente. La fortunata  famiglia Howard David-Carr, ad esempio, ha pensato bene di pubblicare un simpatico video di soli 57 secondi (dal titolo “Charlie bit my finger“) dei propri bebé in cui il figlio più piccolo morde il dito del fratello  e, grazie a ben 400 milioni di visite (e al YouTube Partner program) ha guadagnato, come si suol dire, “soldi a palate” (si parla di più di 100.000 sterline).

Per venire a due casi italiani, i noti Youtubers Willwoosh (al secolo Guglielmo Scilla) e Clio (Clio Zammatteo) sono approdati rispettivamente al cinema e alla televisione dopo aver guadagnato visibilità grazie ai propri canali Youtube.

Tra vizi e virtù, dunque, la rete si propone sempre più come elemento-chiave che può dare una svolta alla vita della gente, soprattutto dei più giovani. Fin qui è storia nota.
Ora non ci resta che aspettare di conoscere quali nuove storie e bizzarre tendenze  ci proporrà il 2012…

Voglia di comunicare 2.0

Fin dai suoi esordi su larga scala, il web aveva mostrato di possedere nel proprio DNA una grande voglia di comunicare.

Già quando lo streaming, il podcasting e le tv via web erano ancora soltanto progetti fantasiosi di un futuro lontano, gli utenti della rete sentivano sempre più il desiderio di esprimersi, di dire la propria su questo o quell’argomento, sovente con un entusiasmo che forse spesso manca ai comunicatori di professione.
All’epoca chi voleva parlare (in senso metaforico) sul web apriva un proprio sito, magari su piattaforme gratuite, oppure partecipava ai forum che proliferavano come i funghi su praticamente qualunque tema immaginabile. Poi c’è stato il Boom dei blog e dei Social Networks.

Quando internet si è fatta “2.0” un vasto orizzonte di nuove opportunità si è aperto a chi da fruitore abituale della rete desiderava diventarne ancora più protagonista, “mettendoci la faccia” o, almeno, la voce.
E non è un caso che oggi esistano una serie di piattaforme gratuite e a pagamento (o con servizi proporzionati all’investimento economico) che consentono di mettere online le proprie idee o capacità.

E non mi riferisco soltanto a Youtube, ma anche a Ustream, Livestream, Justin.tv, LiveVideo e chi più ne ha più ne metta. E per coloro che non amano mostrare il proprio viso? Niente paura, Spreaker consente di effettuare trasmissioni radio e improvvisarsi Speaker. Che dire?

Basta avere qualcosa di buono da dire, creatività e un pizzico di coraggio.

What I want for Xmas, la lista dei desideri on line

In piena era Web 2.0 la famosa letterina per Babbo Natale è ormai una cosa superata, quest’anno la lista dei desideri si fa on line, sul sito What I want for Xmas.
Il tutto è molto semplice, basta registrarsi e compilare la propria lista dei desideri, quindi il software invierà un’e-mail ai vostri amici e parenti, mostrando il link alla vostra letterina e invitandoli a crearne loro stessi una.

Chissà cosa ne pensa il povero Babbo Natale…