Non sempre la pubblicità virale apporta benefici alle aziende, soprattutto quando non sono le aziende a realizzarla.
Eh, già, stiamo parlando del fenomeno del Viral Fake, ovvero falsi video virali messi in rete da terzi senza l’autorizzazione dei marchi chiamati in causa, come è accaduto per Citroen, Volkswagen e addirittura per il WWF.
Nel caso delle note case automobilistiche i video rappresentavano finti tentativi di suicidio e non potevano che sollevare aspre polemiche e comprensibili riflessioni sulla mancanza di buon gusto dei realizzatori oltre che sulla gravità dell’operazione. Nel caso del WWF si è addirittura fatto ricorso al tragico video dell’11 settembre 2001 per aggiungervi ipotetici messaggi ambientalisti, con inevitabili ripercussioni per il World Wildlife Fund.

Simili azioni, ben lungi dall’essere positive o simpatiche, si rivelano nella maggior parte dei casi una vera spina nel fianco non solo per le aziende colpite ma anche per i veri creativi, che vedono il proprio lavoro danneggiato dal pessimo utilizzo degli stessi strumenti che rappresentano per loro una via preferenziale per l’espressione della propria creatività.

C’è però, puntualmente, l’eccezione che conferma la regola.

Per concludere “in bellezza”, segnalo un simpatico FAKE  iPhone commercial che, grazie anche all’estremo interesse legato al prodotto, non ha tardato a diffondersi in rete con un certo divertimento dei navigatori: